Fase preparatoria della stesura del Trattato di Venezia
Inviti al trattato di Venezia


25 APRILE 2018 SAN MARCO
PALAZZO DUCALE VENEZIA .
Segretario generale è il portoghese António Guterres
Presidente della Corte Costituzionale Paolo Grossi.
Segretario Generale dell’OCSE Gurría.
Sindaco di Venezia Luigi Brugnaro .
ECC,,,,
TRATTATO DI VENEZIA
ASSEMBLEA GENERALE DEI POPOLI
Il principio di sovranità degli stati e
di non ingerenza negli affari interni
cede al principio di sovranità dell’essere umano ( Veneto ) e
della famiglia umana universale, anzi non esiste più de jure.
TUTTI I POPOLI RIUNITI IN AUTODETERMINAZIONE, ESPRIMENDOSI CON QUESTO COSTITUTIONAL MOMENT GIURIDICO DEL TRATTATO DI VENEZIA, DANNO VITA COSTITUZIONALE ALLA CONFEDERAZIONE UNIVERSALE DEI POPOLI IN DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE.
Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il cui testo completo è stampato nelle pagine seguenti. Dopo questa solenne deliberazione, l’Assemblea delle Nazioni Unite diede istruzioni al Segretario Generale di
provvedere a diffondere ampiamente questa Dichiarazione e, a tal fine, di pubblicarne e distribuirne il testo non soltanto nelle cinque lingue ufficiali dell’Organizzazione internazionale, ma anche in quante altre lingue fosse
possibile usando ogni mezzo a sua disposizione. Il testo ufficiale della Dichiarazione è disponibile nelle lingue ufficiali delle Nazioni Unite, cioè cinese, francese, inglese, russo e spagnolo ecc..
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DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI UMANI
Preambolo


Considerato che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo;
Considerato che il disconoscimento e il disprezzo dei diritti umani hanno portato ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità, e che l’avvento di un mondo in cui gli esseri umani godano della libertà di parola e di credo e della libertà dal timore e dal bisogno è stato proclamato come la più alta aspirazione dell’uomo;
Considerato che è indispensabile che i diritti umani siano protetti da norme giuridiche, se si vuole evitare che l’uomo sia costretto a ricorrere, come ultima istanza, alla ribellione contro la tirannia e l’oppressione; Considerato che è indispensabile promuovere lo sviluppo di rapporti
amichevoli tra le Nazioni; Considerato che i popoli delle Nazioni Unite hanno riaffermato nello Statuto la loro fede nei diritti umani fondamentali, nella dignità e nel valore della persona umana, nell’uguaglianza dei diritti dell’uomo e della donna, ed hanno deciso di promuovere il progresso sociale e un miglior tenore di vita in una maggiore libertà;
Considerato che gli Stati membri si sono impegnati a perseguire, in cooperazione con le Nazioni Unite, il rispetto e l’osservanza universale dei diritti umani e delle libertà fondamentali; Considerato che una concezione comune di questi diritti e di questa libertà è della massima importanza per la piena realizzazione di questi impegni;
L’ASSEMBLEA GENERALE
proclama
la presente dichiarazione universale dei diritti umani come ideale comune da raggiungersi da tutti i popoli e da tutte le Nazioni, al fine che ogni individuo ed ogni organo della società, avendo costantemente presente questa
Dichiarazione, si sforzi di promuovere, con l’insegnamento e l’educazione, il rispetto di questi diritti e di queste libertà e di garantirne, mediante misure progressive di carattere nazionale e internazionale, l’universale ed effettivo
riconoscimento e rispetto tanto fra i popoli degli stessi Stati membri, quanto fra quelli dei territori sottoposti alla loro giurisdizione.
Articolo 1
Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.
Articolo 2
Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.
Nessuna distinzione sarà inoltre stabilita sulla base dello statuto politico, giuridico o internazionale del paese o del territorio cui una persona appartiene, sia indipendente, o sottoposto ad amministrazione fiduciaria o non autonomo,
o soggetto a qualsiasi limitazione di sovranità.
Articolo 3
Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà ed alla sicurezza della propria persona.
Articolo 4
Nessun individuo potrà essere tenuto in stato di schiavitù o di servitù; la schiavitù e la tratta degli schiavi saranno proibite sotto qualsiasi forma.
Articolo 5
Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.
Articolo 6
Ogni individuo ha diritto, in ogni luogo, al riconoscimento della sua personalità giuridica.
Articolo 7
Tutti sono eguali dinanzi alla legge e hanno diritto, senza alcuna discriminazione, ad una eguale tutela da parte della legge. Tutti hanno diritto
ad una eguale tutela contro ogni discriminazione che violi la presente Dichiarazione come contro qualsiasi incitamento a tale discriminazione.
Articolo 8
Ogni individuo ha diritto ad un’effettiva possibilità di ricorso a competenti tribunali contro atti che violino i diritti fondamentali a lui riconosciuti dalla costituzione o dalla legge.
Articolo 9
Nessun individuo potrà essere arbitrariamente arrestato, detenuto o esiliato.
Articolo 10
Ogni individuo ha diritto, in posizione di piena uguaglianza, ad una equa e pubblica udienza davanti ad un tribunale indipendente e imparziale, al fine della determinazione dei suoi diritti e dei suoi doveri, nonché della fondatezza
di ogni accusa penale che gli venga rivolta.
Articolo 11
1. Ogni individuo accusato di un reato è presunto innocente sino a che la sua colpevolezza non sia stata provata legalmente in un pubblico processo nel quale egli abbia avuto tutte le garanzie necessarie per la
sua difesa.
2. Nessun individuo sarà condannato per un comportamento commissivo od omissivo che, al momento in cui sia stato perpetuato, non costituisse reato secondo il diritto interno o secondo il diritto internazionale. Non potrà del pari essere inflitta alcuna pena superiore a quella applicabile al momento in cui il reato sia stato commesso.
Articolo 12
Nessun individuo potrà essere sottoposto ad interferenze arbitrarie nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, né a lesione del suo onore e della sua reputazione. Ogni individuo ha diritto ad
essere tutelato dalla legge contro tali interferenze o lesioni.
Articolo 13
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di movimento e di residenza entro i confini di ogni Stato.
2. Ogni individuo ha diritto di lasciare qualsiasi paese, incluso il proprio, e di ritornare nel proprio paese.
Articolo 14
1. Ogni individuo ha il diritto di cercare e di godere in altri paesi asilo dalle persecuzioni.
2. Questo diritto non potrà essere invocato qualora l’individuo sia realmente ricercato per reati non politici o per azioni contrarie ai fini e ai principi delle Nazioni Unite.
Articolo 15
1. Ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua cittadinanza, né del diritto di mutare cittadinanza.
Articolo 16
1. Uomini e donne in età adatta hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia, senza alcuna limitazione di razza, cittadinanza o religione.
Essi hanno eguali diritti riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e all’atto del suo scioglimento.
2. Il matrimonio potrà essere concluso soltanto con il libero e pieno consenso dei futuri coniugi.
3. La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato.
Articolo 17
1. Ogni individuo ha il diritto ad avere una proprietà sua personale o in comune con altri.
2. Nessun individuo potrà essere arbitrariamente privato della sua proprietà.
Articolo 18
Ogni individuo ha diritto alla libertà di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertà di cambiare di religione o di credo, e la libertà di
manifestare, isolatamente o in comune, e sia in pubblico che in privato, la propria religione o il proprio credo nell’insegnamento, nelle pratiche, nel culto e nell’osservanza dei riti.
Articolo 19
Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza
riguardo a frontiere.
Articolo 20
1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di riunione e di associazione pacifica.
2. Nessuno può essere costretto a far parte di un’associazione.
Articolo 21
1. Ogni individuo ha diritto di partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente, sia attraverso rappresentanti liberamente scelti.
2. Ogni individuo ha diritto di accedere in condizioni di eguaglianza ai pubblici impieghi del proprio paese.
3. La volontà popolare è il fondamento dell’autorità del governo; tale volontà deve essere espressa attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a suffragio universale ed eguale, ed a voto segreto, o
secondo una procedura equivalente di libera votazione.
Articolo 22
Ogni individuo, in quanto membro della società, ha diritto alla sicurezza sociale, nonché alla realizzazione attraverso lo sforzo nazionale e la cooperazione internazionale ed in rapporto con l’organizzazione e le risorse di
ogni Stato, dei diritti economici, sociali e culturali indispensabili alla sua dignità ed al libero sviluppo della sua personalità.
Articolo 23
1. Ogni individuo ha diritto al lavoro, alla libera scelta dell’impiego, a giuste e soddisfacenti condizioni di lavoro ed alla protezione contro la disoccupazione.
2. Ogni individuo, senza discriminazione, ha diritto ad eguale retribuzione per eguale lavoro.
3. Ogni individuo che lavora ha diritto ad una rimunerazione equa e soddisfacente che assicuri a lui stesso e alla sua famiglia una esistenza conforme alla dignità umana ed integrata, se necessario, da altri mezzi di protezione sociale.
4. Ogni individuo ha diritto di fondare dei sindacati e di aderirvi per la difesa dei propri interessi.
Articolo 24
Ogni individuo ha diritto al riposo ed allo svago, comprendendo in ciò una ragionevole limitazione delle ore di lavoro e ferie periodiche retribuite.
Articolo 25
1. Ogni individuo ha diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, e alle cure mediche e ai servizi sociali necessari; ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in altro caso di perdita di mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà.
2. La maternità e l’infanzia hanno diritto a speciali cure ed assistenza. Tutti i bambini, nati nel matrimonio o fuori di esso, devono godere della stessa protezione sociale.
Articolo 26
1. Ogni individuo ha diritto all’istruzione. L’istruzione deve essere gratuita almeno per quanto riguarda le classi elementari e fondamentali. L’istruzione elementare deve essere obbligatoria. L’istruzione tecnica e professionale deve essere messa alla portata di tutti e l’istruzione superiore deve essere egualmente accessibile a tutti sulla base del
merito.
2. L’istruzione deve essere indirizzata al pieno sviluppo della personalità umana ed al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Essa deve promuovere la comprensione, la tolleranza, l’amicizia fra tutte le Nazioni, i gruppi razziali e religiosi, e deve favorire
l’opera delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace.
3. I genitori hanno diritto di priorità nella scelta del genere di istruzione da impartire ai loro figli.
Articolo 27
1. Ogni individuo ha diritto di prendere parte liberamente alla vita culturale della comunità, di godere delle arti e di partecipare al progresso scientifico ed ai suoi benefici.
2. Ogni individuo ha diritto alla protezione degli interessi morali e materiali derivanti da ogni produzione scientifica, letteraria e artistica di cui egli sia autore.
Articolo 28
Ogni individuo ha diritto ad un ordine sociale e internazionale nel quale i diritti e le libertà enunciati in questa Dichiarazione possano essere pienamente realizzati.
Articolo 29
1. Ogni individuo ha dei doveri verso la comunità, nella quale soltanto è possibile il libero e pieno sviluppo della sua personalità.
2. Nell’esercizio dei suoi diritti e delle sue libertà, ognuno deve essere sottoposto soltanto a quelle limitazioni che sono stabilite dalla legge per assicurare il riconoscimento e il rispetto dei diritti e delle libertà degli altri e per soddisfare le giuste esigenze della morale, dell’ordine pubblico e del benessere generale in una società democratica.
3. Questi diritti e queste libertà non possono in nessun caso essere esercitati in contrasto con i fini e principi delle Nazioni Unite.
Articolo 30
Nulla nella presente Dichiarazione può essere interpretato nel senso di implicare un diritto di un qualsiasi Stato, gruppo o persona di esercitare un’attività o di compiere un atto mirante alla distruzione di alcuno dei diritti e delle libertà in essa enunciati.
Tutti i popoli del mondo hanno pari diritto alla libertà: il diritto di liberarsi da qualsiasi ingerenza straniera e di darsi il governo da essi stessi scelto, il diritto di lottare per la loro liberazione, nel caso fossero in condizioni di dipendenza, il diritto di essere assistiti nella loro lotta dagli altri popoli.
Convinti che il rispetto effettivo dei diritti dell’uomo implica il rispetto dei diritti dei popoli, abbiamo adottato la
Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli.
Che tutti coloro che nel mondo conducono, a volte con le armi in pugno, la grande lotta per la libertà di tutti i popoli trovino in questa dichiarazio

DIRITTI DEI POPOLI
SEZIONE I
DIRITTO ALL’ESISTENZA


Articolo 1
Ogni popolo ha diritto all’esistenza.
Articolo 2
Ogni popolo ha diritto al rispetto della propria identità nazionale e culturale.
Articolo 3
Ogni popolo ha il diritto di conservare pacificamente il proprio territorio e di ritornarvi in caso di espulsione.
Articolo 4
Nessuno, per ragioni di identità nazionale o culturale, può essere oggetto di massacro, di tortura, persecuzione, deportazione, espulsione, o essere sottoposto a condizioni di vita tali da compromettere l’identità o l’integrità del popolo a cui appartiene.
SEZIONE II
DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE POLITICA
Articolo 5
Ogni popolo ha il diritto imprescrittibile e inalienabile all’autodeterminazione. Esso decide il proprio statuto politico in piena libertà e senza alcuna ingerenza esterna.
Articolo 6
Ogni popolo ha il diritto di liberarsi da qualsiasi dominazione coloniale o straniera diretta o indiretta e da qualsiasi regime razzista.
Articolo 7
Ogni popolo ha il diritto a un governo democratico che rappresenti l’insieme dei cittadini, senza distinzione di razza, di sesso, di credenza o di colore e capace di assicurare il rispetto effettivo dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per tutti.
SEZIONE III
DIRITTI ECONOMICI DEI POPOLI
Articolo 8
Ogni popolo ha il diritto esclusivo sulle proprie ricchezze e risorse naturali. Esso ha il diritto di rientrarne in possesso se ne è stato spogliato e di recuperare gli indennizzi pagati ingiustamente.
Articolo 9
Poiché il progresso scientifico e tecnico fa parte del patrimonio comune all’umanità, ogni popolo ha il diritto di parteciparvi.
Articolo 10
Ogni popolo ha diritto a che il proprio lavoro sia valutato giustamente e che gli scambi internazionali avvengano a condizioni paritarie ed eque.
Articolo 11
Ogni popolo ha il diritto di darsi il sistema economico e sociale da lui stesso scelto e di perseguire la propria via di sviluppo economico in piena libertà e senza ingerenze esterne.
Articolo 12
I diritti economici sopra enunciati devono esercitarsi in uno spirito di solidarietà tra i popoli del mondo e tenendo conto dei loro rispettivi interessi.
SEZIONE IV
DIRITTO ALLA CULTURA
Articolo 13
Ogni popolo ha il diritto di parlare la propria lingua, di preservare e sviluppare la propria cultura, contribuendo così all’arricchimento della cultura dell’umanità.
Articolo 14
Ogni popolo ha diritto alle proprie ricchezze artistiche, storiche e culturali.
Articolo 15
Ogni popolo ha diritto a che non gli sia imposta una cultura ad esso estranea.
SEZIONE V
DIRITTO ALL’AMBIENTE ED ALLE RISORSE COMUNI
Articolo 16
Ogni popolo ha diritto alla conservazione, alla protezione e al miglioramento del proprio ambiente.
Articolo 17
Ogni popolo ha diritto all’utilizzazione del patrimonio comune dell’umanità come l’alto mare, il fondo dei mari, lo spazio extraatmosferico.
Articolo 18
Nell’esercizio dei diritti sopra elencati, ogni popolo deve tenere conto della necessità di coordinare le esigenze del proprio sviluppo economico e quelle della solidarietà fra tutti i popoli del mondo.
SEZIONE VI
GARANZIE E SANZIONI
Articolo
Qualsiasi inosservanza delle disposizioni contenute nella presente Dichiarazione costituisce una trasgressione di obblighi verso la comunità internazionale tutta intera.
Articolo 19
Ogni pregiudizio derivante dall’inosservanza della presente Dichiarazione deve essere integralmente riparato da parte di colui che l’ha provocato.
Articolo 20
Ogni arricchimento realizzato a detrimento di un popolo in violazione delle disposizioni della presente Dichiarazione esige la restituzione dei profitti ottenuti. Lo stesso vale per tutti i profitti eccessivi realizzati attraverso investimenti di origine straniera.
Articolo 21
Tutti i trattati, accordi o contratti non paritari, approvati in spregio dei diritti fondamentali dei popoli non possono produrre alcun effetto.
Articolo 22
Gli obblighi finanziari esterni divenuti eccessivi e insopportabili per i popoli cessano di essere esigibili.
Articolo 23
Le violazioni più gravi dei diritti fondamentali dei popoli, soprattutto il loro diritto all’esistenza, costituiscono crimini internazionali che comportano la responsabilità penale individuale dei loro autori.
Articolo 24
Ogni popolo i cui diritti fondamentali sono gravemente misconosciuti ha il diritto di farli valere soprattutto attraverso la lotta politica o sindacale e anche, in ultima istanza, attraverso il ricorso alla forza.
Articolo 25
I movimenti di liberazione devono poter accedere alle organizzazioni internazionali e i loro combattenti hanno diritto alla protezione del diritto umanitario di guerra.
Articolo 26
Il ristabilimento di diritti fondamentali di un popolo, quando essi sono gravemente misconosciuti, è un dovere che si impone a tutti i membri della comunità internazionale.
DIRITTI DEI POPOLI
La “legge dei popoli” come idea regolativa nell’ambito delle relazioni internazionali.
Considerando la società internazionale, i diritti umani, in quanto diritti positivi riconosciuti ufficialmente dagli ordinamenti interni e dalla comunità internazionale mediante atti giuridici appositi, svolgenti la funzione di essere condizioni necessarie per la legittimità di un regime politico e per l’accettabilità del suo ordinamento, partecipano alla determinazione del criterio normativo-regolativo di una legge dei popoli, che definisce i termini essenziali di una loro cooperazione equa .
La nozione di “legge dei popoli” è usata da John Rawls come idea regolativa, connessa al concetto di giustizia, che deve informare i principi e le norme di diritto internazionale e le sue concrete applicazioni, in modo da garantire una base comune per una convivenza a livello planetario tra soggetti (Stati e individui) liberi ed eguali. In tal senso impone restrizioni alla sovranità degli Stati e al loro diritto di agire senza condizionamenti esterni nei confronti delle persone che vivono entro i loro confini e nei confronti delle altre organizzazioni statali.
Viene individuato, così, un modello di ordine internazionale, che riguarda l’insieme dei princìpi organizzativi e delle condizioni che assicurano la convivenza regolata tra diversi soggetti e un certo grado di prevedibilità dei loro comportamenti, attraverso la realizzazione di modalità di interazione rispettose di un insieme di regole, la condivisione di certi valori e interessi e la collaborazione al funzionamento di certe istituzioni comuni . Assume una particolare rilevanza, in questa direzione, l’istituzione di una Corte penale internazionale, permanente e indipendente, avente competenza nei confronti dei crimini più gravi che concernono l’insieme della comunità planetaria
Rawls “costruisce” la legge dei popoli come estensione dei concetti fondamentali della sua concezione della giustizia come equità all’ambito della società internazionale, intesa come società politica. La legge dei popoli, infatti, identifica una famiglia di concetti politici informati a princìpi di giustizia e di bene comune che specificano il contenuto di una concezione del giusto, che opera come argomento normativo intorno alla giustificazione e valutazione della sfera pubblica a partire da premesse universalistiche, formulata in modo tale da poter essere applicata al sistema delle relazioni internazionali .
DIRITTO DI AUTODETERMINAZIONE DEI POPOLI
Il diritto di autodeterminazione. Chi sono i “popoli”
Il tema dell’autodeterminazione dei popoli deve essere affrontato alla luce di questi concetti e di questi principi, tenendo soprattutto conto del fatto che il nuovo diritto internazionale dei diritti umani ha una ratio che è completamente diversa da quella del tradizionale diritto internazionale, che è un diritto essenzialmente interstatuale. L’Atto finale di Helsinki recepisce i principi di questo nuovo diritto – principi VII e VIII – e li pone in relazione con i principi del diritto interstatuale, in particolare con il diritto degli stati alla integrità territoriale. Questo “coordinamento”, per avere senso, deve essere effettuato sulla base dei seguenti principi:
1. primato dei diritti umani rispetto ai diritti degli stati: principio di jus cogens per l’implementazione dei diritti umani internazionalmente riconosciuti;
2. principio di soluzione pacifica delle controversie internazionali;
3. principio del divieto dell’uso della forza;
4. principio di cittadinanza planetaria;
5. principio di autorità internazionale;
6. principio di ingerenza attiva negli affari interni;
7. principio di sicurezza collettiva internazionale;
8. principio di democrazia, interna e internazionale;
9. principio di eguaglianza dei popoli.
Ai sensi del diritto internazionale dei diritti umani, il soggetto titolare del diritto all’autodeterminazione è il popolo come soggetto distinto dallo stato. Ma in nessuna norma giuridica internazionale c’è la definizione di popolo. Questa reticenza concettuale non è dovuta al caso. Gli stati giocano sull’ambiguità, non essendo ancora disposti ad ammettere espressamente che i popoli hanno una propria soggettività internazionale. Per il concetto di popolo bisogna pertanto riferirsi a documenti ufficiali o semi-ufficiali privi di carattere giuridico. Un recente Rapporto dell’Unesco (Doc. SHS- 89/CONF. 602/7, Parigi, 22.02.1990) definisce il popolo come:
1. un gruppo di esseri umani che hanno in comune numerose o la totalità delle seguenti caratteristiche:
a. una tradizione storica comune;
b. una identità razziale o etnica;
c. una omogeneità culturale;
d. una identità linguistica;
e. affinità religiose o ideologiche;
f. legami territoriali;
g. una vita economica comune;
2. il gruppo, senza bisogno che sia numericamente considerevole (per es., popolazione dei micro stati), deve essere più che una semplice associazione di individui in seno ad uno stato;
3. il gruppo in quanto tale deve desiderare di essere identificato come un popolo o avere coscienza di essere un popolo -restando inteso che gruppi o membri di questi gruppi, pur condividendo le caratteristiche sopra indicate, possono non avere questa volontà o questa coscienza; e eventualmente
4. il gruppo deve avere istituzioni o altri mezzi per esprimere le proprie caratteristiche comuni e il suo desiderio di identità”.
H. Gros Espiell, uno dei maggiori esperti in materia, definisce popolo “qualsiasi particolare comunità umana unita dalla coscienza e dalla volontà di costituire una unità capace di agire in vista di un avvenire comune (…)”. Dunque, due sono gli elementi fondamentali che fanno un popolo e lo distinguono da altri tipi di comunità umane, quali le minoranze etniche, linguistiche o culturali e quelle comunità che nei documenti delle Nazioni Unite vengono denominate popolazioni autoctone: a) l’esistenza di un comune patrimonio culturale; b) l’esistenza di un comune progetto di futuro politico, la cui realizzazione comporti l’esercizio del diritto all’autodeterminazione.
Corte internazionale di giustizia risoluzione n.1514-XV del 196029
Risoluzione 2160 del 1966, per la quale ogni azione coercitiva diretta o indiretta, volta a privare un popolo del suo diritto all’autodeterminazione, costituisce una violazione della Carta.
La risoluzione n.2625-XXV del 197030 dichiarazione relativa ai principi del diritto internazionale concernenti i rapporti amichevoli e la cooperazione tra gli stati in conformità alla Carta delle Nazioni Unite), per cui i popoli che esercitano il diritto. all’autodeterminazione hanno diritto di avere il sostegno e l’appoggio secondo la Carta delle Nazioni Unite.
La risoluzione n.3314-XXIX del 197431.
Risoluzione 276 del Consiglio di Sicurezza.
Sentenza pronunciata il 30 Giugno 1996 sul caso relativo a Timor orientale Carta alla conferenza di San Francisco, Consiglio di Sicurezza dell’Assemblea Generale formulazione dell’art.1, par.2.
Nazioni Unite Assemblea: art.55, art.56, art.73, art.76. Art.1 e 55, art.2 e 55, artt.2 par.4 della Carta.
1966 Patto sui diritti civili e politici e il Patto sui diritti economici sociali e culturali L’art. 1 nel par. 1, par. 2, par. 3
Assemblea generale, par.1 del V principio.
Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa(CSCE), firmato a Helsinki nel 1975, VIII principio.
L’Unione dei Popoli in Autodeteminazione ,sottoscrive il presente Trattato di Venezia, dando forma Costituente all’Assemblea Confederale dei Popoli In diritto di Autodeterminazione.
Nell’applicazione concreta il principio di autodeterminazione dei popoli risente più di altri, a causa della sua natura e della contraddittorietà con i principi di “conservazione” dello Stato, della carenza di organi preposti all’attuazione del diritto delle relazioni internazionali.Nel periodo successivo alla fine del secondo conflitto mondiale, ci si è avvalsi di tale principio, oltre che nelle situazioni di tensione connesse con il processo di decolonizzazione,anche in numerosi casi di diversa natura.In tema di decolonizzazione basterà ricordare che le Nazioni Unite, le quali nel 1959 contavano 83 membri, attualmente ne registrano 191 su 193 (non ne fanno parte Città del Vaticano e Taiwan).Fra i Paesi pervenuti all’indipendenza (o comunque creatisi),dopo la fine della II guerra mondiale, sotto gli auspici (se non per effetto) del principio in esame vanno annoverati:DATA STATO STATO AMMINISTRATORE
1) 17/08/1945 INDONESIA Paesi Bassi
2) 01/03/1946 GIORDANIA Regno Unito
3) 17/04/1946 SIRIA Francia
4) 12/06/1946 FILIPPINE Stati Uniti
5) 18/07/1947 PAKISTAN Regno Unito
6) 15/08/1947 INDIA Regno Unito
7) 04/01/1948 MYANMAR (fino al 1989: Birmania) Regno Unito
04/02/1948 SRI LANKA (fino al 1972: Ceylon) Regno Unito
9) 14/05/1948 ISRAELE Regno Unito
10) 15/08/1948 COREA DEL SUD Giappone
11) 08/09/1948 COREA DEL NORD Giappone
12) 08/12/1949 TAIWAN (fino al termine della II guerra mon –
diale sotto amministrazione giapponese;quindi occupata dal-
le forze cinesi anticomuniste);
13) 24/12/1951 LIBIA (fino al termine della II guerra mon iale sotto amministrazione italiana; quindi britannica);
14) 20/07/1954 CAMBOGIA Francia
20/07/1954 LAOS Francia
16) 01/01/1956 SUDAN Regno Unito/Egitto
17) 28/03/1956 MAROCCO Francia
18) 20/07/1956 TUNISIA Francia
19) 06/03/1957 GHANA Regno Unito
20) 31/08/1957 MALAYSIA Regno Unito
21) 02/10/1958 GUINEA Francia
22) 19/02/1959 CIPRO Regno Unito
23) 27/04/1960 TOGO Francia
24) 26/06/1960 MADAGASCAR Francia
25) 30/06/1960 REP.DEM.CONGO Belgio
(dal 30/6/60 al 26/10/71: CONGO/KINSHASA; dal 27/10/71 al
16/5/97: ZAIRE; dal 17/5/97 con il nome attuale)
26) 01/07/1960 SOMALIA Italia
27) 01/08/1960 BENIN (fino al 1974: Dahomey) Francia
28) 03/08/1960 NIGER Francia
29) 05/08/1960 BURKINA FASO Francia
(fino al 3/8/1984: Alto Volta)
30) 07/08/1960 COSTA D’AVORIO Francia
31) 13/08/1960 REP.CENTRAFRICANA Francia
32) 15/08/1960 CONGO Francia
33) 17/08/1960 GABON Francia
34) 19/08/1960 CIAD Francia
35) 11/09/1960 SENEGAL Francia
36) 22/09/1960 MALI Francia
37) 01/10/1960 NIGERIA Regno Unito
38) 28/11/1960 MAURITANIA Francia
39) 01/04/1961 SIERRA LEONE Regno Unito
40) 19/06/1961 KUWAIT Regno Unito
41) 01/10/1961 CAMERUN Regno Unito/Francia
42) 01/01/1962 SAMOA Nuova Zelanda
43) 01/07/1962 BURUNDI Belgio
01/07/1962 RUANDA Belgio
45) 03/07/1962 ALGERIA Francia
46) 06/08/1962 GIAMAICA Regno Unito
47) 31/08/1962 TRINIDAD e TOBAGO Regno Unito
48) 09/10/1962 UGANDA Regno Unito
49) 12/12/1963 KENYA Regno Unito
50) 25/04/1964 TANZANIA (dalla fusione di Tanganica – in amministrazione fiduciaria al Regno Unito – indipendente
dal 9/12/1961, con Zanzibar – protettorato britannico –
indipendente dal 10/12/1963);
51) 16/07/1964 MALAWI Regno Unito
52) 21/09/1964 MALTA Regno Unito
53) 24/10/1964 ZAMBIA Regno Unito
54) 18/02/1965 GAMBIA Regno Unito
55) 26/07/1965 MALDIVE Regno Unito
56) 09/08/1965 SINGAPORE (fino al 1963 colonia britannica,
dal 1963 al 1965 facente parte della federazione malese);
57) 26/05/1966 GUYANA Regno Unito
58) 20/09/1966 BOTSWANA Regno Unito
59) 04/10/1966 LESOTHO Regno Unito
60) 30/11/1966 BARBADOS Regno Unito
61) 31/01/1968 NAURU Australia
62) 12/03/1968 MAURIZIO Regno Unito
63) 06/09/1968 SWAZILAND Regno Unito
64) 12/10/1968 GUINEA EQUATORIALE Spagna
65) 04/06/1970 TONGA Regno Unito
66) 10/10/1970 FIGI Regno Unito
67) 17/12/1970 OMAN Regno Unito
68) 14/08/1971 BAHREIN Regno Unito
69) 03/09/1971 QATAR Regno Unito
70) 02/12/1971 EMIRATI ARABI UNITI Regno Unito
71) 16/12/1971 BANGLADESH (in forza del distacco dal Paki-
stan, di cui costituiva la parte orientale);
72) 10/07/1973 BAHAMA Regno Unito
73) 07/02/1974 GRENADA Regno Unito
74) 10/09/1974 GUINEA BISSAU Portogallo
75) 25/06/1975 MOZAMBICO Portogallo
76) 05/07/1975 CAPO VERDE Portogallo
77) 06/07/1975 COMORE Francia
78) 12/07/1975 SAO TOME’ e PRINCIPE Portogallo
79) 16/09/1975 PAPUA NUOVA GUINEA Australia
80) 11/11/1975 ANGOLA Portogallo
81) 26/11/1975 SURINAME Paesi Bassi
82) 29/06/1976 SEICELLE Regno Unito
83) 02/07/1976 VIETNAM (in seguito alla riunificazione di
Vietnam del Nord e Vietnam del Sud – colonie francesi –
indipendenti dal 20/07/1974);
84) 27/06/1977 GIBUTI Francia
85) 07/07/1978 SALOMONE Regno Unito
86) 01/10/1978 TUVALU Regno Unito
87) 03/11/1978 DOMINICA Regno Unito
88) 22/02/1979 SAINT LUCIA Regno Unito
89) 16/07/1979 KIRIBATI Regno Unito
90) 27/10/1979 SAINT VINCENT e GRENADINE Regno Unito
91) 18/04/1980 ZIMBABWE Regno Unito
92) 30/07/1980 VANUATU Regno Unito/Francia
93) 21/09/1981 BELIZE Regno Unito
94) 01/11/1981 ANTIGUA e BARBUDA Regno Unito
95) 19/09/1983 SAINT KITTS e NEVIS Regno Unito
96) 01/01/1984 BRUNEI Regno Unito
97) 21/03/1990 NAMIBIA Sudafrica
98) 22/05/1990 YEMEN (dalla fusione di Yemen del Nord, in-
dipendente dal 27/09/1962 e Yemen del Sud, indipendente
dal 20/11/1967, già protettorato britannico);
99) 22/12/1990 MARSHALL Stati Uniti
22/12/1990 STATI FEDERATI di MICRONESIA Stati Uniti
101) 25/04/1993 ERITREA (tramite distacco dall’Etiopia)
102) 01/10/1994 PALAU Stati Uniti
103) 20/05/2002 TIMOR EST (tramite distacco dall’Indonesia)
104) 01/10/2017 REPUBBLICA VENETA (AUTODETERMINAZIONE ritorno allo stato sovrano).
Al di fuori del contesto anticolonialistico, il principio è stato invocato anche nelle recenti formazioni degli Stati (vedi sopra) nati dalle dissoluzioni di Cecoslovacchia, Jugoslavia e Unione Sovietica. Fra le questioni internazionali aperte e nelle quali l’autodeterminazione è richiamata da popoli o Stati figurano,oltre alla ben nota questione palestinese, fra le tante, quelle relative alle isole Falkland ed a Gibilterra (possedimenti britannici) al Sahara Occidentale (annesso unilateralmente dal Marocco al proprio territorio), all’isola di Guam (ammininistrata dagli Stati Uniti), alla Cecenia (repubblica compresa nella federazione russa), ai Curdi, ai Kosovari, ai Baschi, Catalani, Fronte di liberazione nazionale della Corsica, Sardi, l’Alto Adige, Scozia, Cornovaglia al Galles, l’Irlanda del Nord, bretoni, fiamminghi, bavaresi del Beyernpartei, i separatisti della Transnistria, la regione della Moldavia, i separatisti del Quebec, ecc..
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Franco Paluan

e dove te voi te poi mettare ancha sta’ frase patriotica
Franco Paluan

Serenissimæ Reipublicæ Venetæ Homo sum, humani nihil a me alienum puto Sono un essere umano, non ritengo a me estraneo nulla di umano, poiche’ tutto questo mondo e’ nutrimento per la morte, la morte e’ come il fuoco, esso e’ il nutrimento per l’aqua. L’acqua vince il ripetersi della morte. Nulla mi e’ sconosciuto all’infuori di me. Aut inveniam viam aut faciam. Troverò una strada o ne farò una. Dal non -essere conducimi all’essere, dalla tenebra conducimi alla luce, dalla morte conducimi all’immortalità, I nostri antichi furono tutti Heneti, ma poi che quivi ci ha condotto il Fato ponendo una V avanti ad una E,VENETI ci chiameremo e formaremo lo stato. Un angelo recitò,con atentione de tutti, annunziando a Venezia Novo ben, nova fama, novo onore,novo segio, E più benigna stella e altro favore, palma, triumpho e gloria, e San Marco rassicurò Venezia che non l’aveva dimenticata, e la confortò dicendole: « Cessa i sospir, cessa li to pianti, Che felice ti farò più che a inanti ». Ho poeti,l’impresa e’ avviata,portiamo le insegne gloriose, le vicende ci inducono a credere nella vittoria, La lotta cui assisteremo d’ora innanzi è invero delle più memorabili che ricordi la storia. Vigorosamente e incessantemente, a palmo a palmo, senza mai venir meno al nostro giuramento Ti co nu, Nu con ti! Viva San Marco, Viva la Repubblica Veneta. “dichiariamo con volonta’ ferma e cuore libero la nostra appartenenza al Popolo Veneto” Esto Miles Fidelis